giovedì, 19 luglio 2007

Janine parte 2

E io pubblico anche senza commenti XD

"II parte

Fui svegliata dal Genio che urlava non so bene cosa, ma cercai di zittirlo "Sono stanca"e mi girai dall’altra parte. Ma lui non ubbidì, anzi fece più casino prendendomi in braccio e facendo vedere a tutti che ero sveglia "Ge-genio...potresti mettermi giù, per favore?"

Mi spiegarono che era tornato dal suo giro del mondo "Che velocità!"esclamai io stupita "Bhé...hai dormito molti giorni." "Quanti?" "Circa una settimana" aprì la bocca stupita, ma non riuscì a dire nulla "E-e adesso è finito tutto? Voglio dire…" ma non riuscii a finire la frase che un pappagallo gracchiante entrò nella stanza cercando di sfuggire ad Abu "Jago!" Aladdin mi spiegò quanto fosse successo con l’uccellino e io capii. "Maledetto uccellaccio! Guai a te se fai qualcosa che non va!" e così dicendo uscii dalla stanza "Povero pappagallino incompreso" lo sentì dire.
Uscii sulla terrazza principale e osservai Agrabah dall’alto e sospirai. ‘Bene, allora è tutto finito’ pensai ‘Ma se quel dannato pappagallo è qui..non vorrei che..’ e rientrai immediatamente. Trovai Jago nell’ex- stanza dei bottoni e lo presi per il collo (si, ok, non sono stata molto carina) "Tu! Come hai fatto a scappare dalla Caverna delle Meraviglie?" "Ehm..non.." "Niente non! Io ora ti lascio e tu mi dici tutto, capito?" il pappagallino annuì spaventato. Lo lasciai e lui mi spiegò tutto, mentre io me ne stavo seduta su una sedia fissandolo e ascoltandolo attentamente "Bhé…quindi da quel pozzo non dovrebbe passare nessuno, no?" "Bhé...si..se non tieni conto dei predoni del deserto" "Che cosa? Ma naturalmente tu non ci hai pensato, vero?" alzai la voce alzandomi immediatamente "Ehm..a dire il vero no" "Prega che non passi nessuno di lì dannato uccello!" "Ma..ma io non centro niente.." "Oh si che centri.."
Quella notte non dormii benissimo, mi svegliavo continuamente e ad un certo mi decisi ad alzarmi e ad uscire nel cortile. Ero seduta sul bordo della fontana ad accarezzare l’acqua quando sentii un rumore proveniente da dietro i cespugli che circondano le mura del palazzo e mi alzai di scatto prendendo d’istinto il pugnale. Un ometto era entrato, tirò fuori dalla tasca una lampada e ne uscì "Jafar.." dissi io a bassa voce e mi andai a nascondere dietro a una colonna senza smettere di sbirciare la scena "Dannato uccellaccio" esclamai tenendo un tono di voce basso. Feci cadere il pugnale e mi portai la mano al fianco ‘Maledette ferite..dovete far male proprio ora?’ pensai. Il rumore del pugnale attirò l’attenzione dei due uomini e io con un salto riuscii a nascondermi dietro a un cespuglio e lì mi sedetti stringendomi con due mani il fianco. "Bene, bene…Janine. Penso che questo sia tuo" alzai lo sguardo e vidi che porgeva il pugnale. Mi alzai e lo presi fissandolo. Si, avevo paura, è vero, ma cercavo di nasconderlo. "Ho in mente una sorpresina per il tuo caro amichetto..tu potresti essermi d’impiccio" tentò di legarmi non so come, ma io saltai indietro evitando così le corde "Non rendermi difficile la cosa" "Stai parlando con una ladruncola…certe cose le ho imparate" "E’ una sfida?" "Prendila come vuoi" "Attenta..con quelle ferite non durerai molto" "E’ quello che pensi tu. Non sono una preda facile." Ma lo stavo sottovalutando, infatti mi mise a spalle al muro in pochi minuti. Ma anche lui stava sottovalutando me, infatti riuscii a liberarmi come una gattina che si va a nascondere per poi attaccare la preda ed ero una gattina non facile da acchiappare, o almeno così pensavo io. "Abis Mal tieni ferma la gattina. Dovrò modificarlo quel suo bel caratterino" mi sentii prendere per le braccia e poi mi ritrovai legata per i polsi nella stanza dei bottoni.
"Ti sono mancato, vero?" "Tantissimo" "Bene..adesso dovrai dirmi un po’ di cose" "Puoi scordartelo!" e mi premette la mano sul fianco destro e io gemetti di dolore "Dicevi?" "Non mi caverai neanche una parola" "Sei testarda, eh?" "Molto" "Molto bene…anch’io lo sono. Stai attenta perché ti posso rendere molto debole mentalmente e fisicamente parlando" "Non ho paura." Perché certe volte non me ne sto zitta? E perché Jafar raccoglie le provocazioni? In effetti mi rese abbastanza debole da non riuscire a reagire più di tanto. "Allora?" ma io non dissi una parola e lui alzò la voce "Mi stai stancando ragazzina!" "Sarebbe anche ora!" urlai io con tutto il fiato che avevo e per tutta risposta mi arrivò una sberla "Sono stanco della tua resistenza! Non puoi fare niente contro di me! Sono molto più potente di te!" "Non puoi uccidermi"e si vede che toccai il suo punto debole perché non replicò.
Non so bene cosa successe poi o se gli altri si fossero preoccupati per me, ma il giorno dopo mi ritrovai in compagnia del Genio e di Abu. Più tardi ci raggiunsero anche il tappeto, il Sultano e Jasmine. Manca qualcuno? Ah già! Aladdin non so dove fosse. Jago era imbarazzatissimo. Jafar ci spiegò cos’avesse intenzione di fare "Che cosa?" urlai io arrabbiatissima "Calma. Sei già abbastanza debole" e così dicendo uscì. "Che ti ha fatto?" mi domandò Jasmine preoccupata "Lascia perdere" dissi un po’ brusca come al solito "Cioè..no..scusa. Diciamo che non ho avuto un trattamento di piacere, ecco." Poco dopo Jafar tornò sottoforma di Jasmine "Gli ho dato l’addio da parte tua mia cara principessa e ho aggiunto un tuo saluto mia cara Janine. Oh…dovevate vedere la sua faccia quando gli ho detto che sarebbe stato decapitato per ordine tuo. Certo se questa ragazzina avesse parlato tutto sarebbe stato molto più semplice, ma il fido Jago mi ha dato una mano notevole." "Maledetto uccello!" "Ehi! Maledetto è un po’ forte come parola." Jafar e Abis Mal uscirono.
Dopo qualche ora ritornarono "Andrò andare l’ultimo saluto da parte tua principessa" "Non osare!" "Sto morendo di paura" e uscì. Jago andò subito verso il Genio "E ora che stai facendo?" chiese Jasmine, io non osavo parlare "Secondo te cosa sto facendo? Sto cercando di liberare quest’impiastro di Genio per far si che vada a liberare quell’impiastro del tuo ragazzo" "Devi sollevarlo più in alto!" "Si...si…"disse il pappagallo con un filo di voce. Bene, dopo vari tentativi Jago riuscì a liberare il Genio che uscì immediatamente dalla finestra "Muoviti!" gridai io. Pochi secondi dopo ci ritrovammo tutti su una delle cupole del palazzo a discutere sul da farsi, ma io non accennai al giuramento che avevo fatto qualche settimana prima, ma dissi solo "Jago, sei imprevedibile. Ti dovrò tenere d’occhio più spesso." Si concluse che si doveva distruggere la lampada di Jafar e mentre gli altri andavano in cortile io rimasi con Jago. "Bene, ora ci infiliamo nella sala del trono" "Che cosa? Sei impazzita? E come speri di entrarci?" "Sono o no cresciuta per strada? Un modo lo troverò. E tu mi seguirai." "Cosa? Non ci penso neanche!" Lo presi per la coda "Ho detto che tu verrai con me, vigliacco di un pappagallo." Jago chino il capo rassegnato.
Dopo pochi minuti in cui cercai di non cadere riuscii a entrare nella sala principale senza farmi vedere e sussurrai a Jago "Tu controlla che non mi vedano. Io cercherò una spada" "Cos.." gli chiusi il becco mettendomi un dito sulle labbra. Così mi mossi velocemente senza far rumore e stava andando tutto troppo bene perché quando stavo per prendere la spada "Dannata ragazzina! Quante volte ti devo uccidere?" cercai di afferrare l’arma, ma lui me l’allontanò col piede dall’altra parte della stanza. Mi prese per l’abito "Allora? Vuoi ancora sfidarmi? Vuoi morire ancora?" "Non sai quante volte dovrai uccidermi senza riuscirci, Jafar" "Lo vedremo. Abis Mal! Ora." Il ladro annuì e disse "Io voglio che Jafar sia.." ma Abu riuscì a interrompere in qualche modo la frase, anche se si fece male "Maledetto ragazzino!" Mi lasciò andare e si concetrò su Aladdin. Il terrazzo iniziò ad andare in mille pezzi e io istintivamente gridai avvicinandomi al terrazzo"Aladdin!" Jafar mi fermò prima che riuscissi a fare qualsiasi altra cosa e nonostante mi dimenassi per cercare di liberarmi lui non mollava la presa. Ma Jago era sparito. La lampada era sparita. Non era sparita, semplicemente era caduta e Jafar se ne accorse. In pochi secondi mi ritrovai nel giardino a terra mentre Jafar aveva assunto la sua vera forma da Genio. Io ero quasi senza forze. Aladdin disse qualcosa riguardo allo sfidarlo, ma poi si rivelò essere il Genio che venne sbattuto da qualche parte non senza prima far apparire una spada. Mentre Jafar era distratto io presi in mano la spada "Non toccarlo Jafar!" urlai e anche se ero consapevole di non essere molto in forma per battermi mettevo, come sempre, l’amicizia al primo posto e quindi ero disposta a dare me stessa pur di difendere Aladdin. Jafar rise, dovevo aspettarmelo dopotutto, ma son testarda (si era capito?) e poi quando si tratta di giuramenti li rispetto. Assunse un’altra volta il suo aspetto. "Come vuoi" mi punto il bastone contro, mentre io incrociai la mia spada. Iniziammo a combattere, ma ovviamente lui era più potente di me e mi colpì due volte. Al posto di prendere la lampada gli altri restavano a guardare stupiti. Io diventavo sempre più debole, colpa anche di quelle dannate ferite di una settimana prima che ancora bruciavano e bruciano ancora e anche per colpa del sangue che stavo perdendo. Mi ritrovai a terra in ginocchio senza più energie. Cosa volevo dimostrare? Niente. Assolutamente niente. Solo non sopportavo l’idea che Aladdin venisse aggredito. Jafar mi alzò il viso col bastone "Sei finita…" in quel momento si resero conto di aver campo libero e Aladdin cercò di prendere la lampada, ma Jafar si accorse che non lo stavo guardando e si voltò impedendogli di prendere la lampada. Il suolo tremò e si spaccò in due. Ognuno di noi aveva la propria montagnetta personale dalla quale si rischiava di cadere. Oltretutto Aladdin non era messo bene, non che io lo fossi, ma lui stava per cadere nella lava e io avevo perso la mia spada. Solo quando Jafar umiliò davvero Aladdin lei non poté sopportare oltre e si spinse sulla montagnetta subito vicina "Il Genio aveva ragione! Sai difenderti solo a parole! Non sai battere nessuno" con le forze che avevo in quel momento sarei potuta morire "Basta. Muori." Ma Jago ricomparì appena prima che io morissi. Mi son vista morire in quel momento. Jago tentò di colpirlo, ma Jafar fu più veloce di lui e il pappagallino andò a sbattere contro un muro di roccia. Io andai, il più in fretta possibile, da lui e quando arrivai lui aveva già buttato la lampada nella lava. Io lo presi tra le braccia "Jago…stupido uccello" e mentre Jafar impazziva riuscimmo a tornare sul terreno sicuro.
Sembrava tutto finito così bene, eh? Anch’io ne ero convinta. Ma io continuavo a fare sogni confusi e ad alzarmi di notte. Jago mi faceva compagnia nelle notti in bianco e non gli nascosi la mia paura dei miei stessi sogni. Dovevo essere felice per Aladdin e Jasmine che si stavano finalmente per sposare, no?
Spesso nelle mie notti insonni sentivo pronunciare a voce bassa o alta il mio nome e avevo paura. Ero stata indebolita abbastanza nel mio ultimo scontro con Jafar. Una volta uscii da palazzo, di notte ovviamente, senza Jago e me ne andai verso il deserto. Ad un certo punto mi fermai e vidi una figura nera che si rivolse a me "Janine…" "Non è possibile" dissi con un filo di voce "Sono tornato dall’inferno dove mi avevate mandato soltanto per te" "No, basta. Son troppo debole per battermi." "Ma come? Sei troppo piccola per battere me?" "Lasciami in pace" Non ero io quella, la vera me avrebbe reagito e invece mi sentivo persa. Ma Jafar non ci badò e vedendo che non reagivo mi puntò il bastone contro, ma io dapprima girai la testa e poi chiusi con decisione gli occhi finché non lo allontanò. Jafar rise e rise forte e io mi sentii punta nell’orgoglio e lo guardai con odio "Bene, allora facciamo che mi dovrai uccidere per poi passare a Aladdin?" "Affare fatto" mi tese la mano e io gliela strinsi "L’angelo e il demone che si battono?" "Esatto, proprio così. Ma la domanda è: chi è l’angelo e chi è il demone?" Jafar sorrise e mi trasse a sé "Forse non saprai che quando son tornato ho trovato quel piccolo buono a nulla di Abis Mal che mi ha liberato dalla schiavitù del Genio e dopodiché l’ho ringraziato e l’ho ucciso perché non mi serviva più" "Stai scherzando, non è vero?" "Vuoi una dimostrazione?"mi allontanò e non so bene cosa fece, ma d’istinto saltai indietro. Non avevo molte speranze di batterlo, come adesso d’altronde, ma il patto era fatto e non potevo più tirarmi indietro, poi sparì e io fuggì verso il palazzo.
"Ma ti senti bene?" mi chiese il mattino dopo Aladdin "Vuoi essere al posto mio, forse?" "Io non avrei mai fatto una cosa così…pazza" "Bhé..forse io l’ho fatto perché tengo a voi, no? Forse quella volta dovevate muovervi a prendere la lampada invece di stare a guardarci!" "Ma…" "Niente ma! Sposati con la tua bella principessa e sii felice, mentre io muoio al posto tuo! Non avrei mai dovuto seguirti! Non avrei mai dovuto lasciare i miei genitori! E adesso è colpa tua, solo tua, se mi ritrovo in questa situazione! Guarda cosa sto facendo per voi! E tu come mi ringrazi? Mi dici che sono pazza!" scoppiai di rabbia, forse l’avevo sempre pensato, ma non glielo avevo mai detto per paura delle conseguenze "Aspetta Janine…" "Vai al diavolo!" e corsi via in lacrime, ferita.
Mi raggiunsero Jasmine, il Genio e Jago "Al non ha bene capito quanto vali…" disse il Genio cercando di confortarmi, mentre Jago metteva un’ala sopra la mia spalla "Susu, vedrai che si aggiusterà tutto. Ci parlerò io. Vedrai che capirà. Noi l’abbiamo capito" "Grazie" ma dopo qualche minuto di silenzio alzai lo sguardo e dissi "Non posso venire al vostro matrimonio" "Oh dai…adesso non dire così. Aladdin ha sbagliato, ma non ti sembra di esagerare?" "Non pensavo a quello. Non voglio che il vostro matrimonio si rovini. Forse sarò alla cerimonia. Devo tenerlo lontano da voi." "Tu pensi che potrebbe…" "Non penso, ne sono certa." "Starò attento io!" esclamò all’improvviso Jago. Io mi misi a ridere "Jago, tu starai attento solo ai doni di nozze. Sei un vigliacco per natura. No, stupido pappagallo tu starai qui." "Ma io non sono stupido! Sono il pappagallino più bravo e intelligente…"ma io gli chiusi il becco prima che potesse continuare.
La sera dopo ero su un ramo a guardare la luna pensierosa "Janine! Janine dove sei?" era Aladdin e io per non farmi trovare saltai sul ramo dell’albero a fianco, mi chiamavano la gatta ladra perché mi muovevo velocemente, specialmente di notte. Aladdin sentì il fruscio delle foglie e si accorse di me "Janine scendi, su." Io non risposi e rimasi nascosta tra le foglie "Janine…va bene, ho sbagliato, scusa..sai che sono impulsivo" Io rapidamente scesi dall’albero per cadergli di fronte e vedere la sua faccia sorpresa "Si, lo so" "Non farlo mai più" "Dovresti esserci abituato ormai" lo superai per dirigermi verso il Palazzo, ma lui mi fermò. "Scusa, davvero. Adesso dimmi…hai paura?" "Si, Aladdin, ho paura e tanta" non amo mostrare la mia paura perché mi rende vulnerabile, ma con Al posso star tranquilla. "Si vede sai?" "Dovrò nasconderla allora, come sempre" "Magari nasconderla ti può rendere più debole" "Al, da quando mi fai questi discorsi?" "Non puoi farcela da sola, Janine" "L’ultima cosa che ti chiedo è di aiutarmi" e con queste parole sparì nell’oscurità della notte. Feci fatica a prender sonno perché in quei giorni ero molto irrequieta, avevo paura che succedesse qualcosa da un momento all’altro, ma non successe più nulla.
Qualche mese dopo tutti erano agitati, si stava preparando il matrimonio. Aladdin mi aveva pregato di partecipare al loro matrimonio e io dovetti accettare. Il Genio sembrava fuori di sé, voglio dire più del solito, mentre io, Jago e Abu cercavamo di fare realmente qualcosa, mentre il Genio metteva tutto sottosopra "Genio! Stiamo cercando di far qualcosa! Tu fallo.."disse Jago "Stai fermo!"gridammo insieme "Scusate…" e mise subito a posto con un colpo di mano "Bravo genietto"dissi io sorridendo.
Un pomeriggio, mentre ci riposavamo, trovai Aladdin in giardino che camminavqa tra gli alberi e lo chiamai "Aladdin!" ero sorridente "Si?" "Stavo pensando…che ne dici di chiamare per il vostro matrimonio anche Zohra e gli altri? Sai…per ballare.." "Non ci avevo mai pensato. Non li abbiamo più visti" Zohra era una zingara e da piccoli ci divertivamo a cantare e a ballare assieme a tutti gli zingari della città e mi ero ricordata di quanto ero felice allora "Non pensi che il Sultano non vorrebbe?" "Oh…bhé…al Sultano piaceranno senz’altro. Però dovremmo dirlo agli altri, no?" "Dovresti prima chiedere…" "E va bene, ma tu vieni con me poi" "D’accordo." "E porta anche Jasmine."
Il Sultano era entusiasta della mia proposta e così il giorno dopo io, Al, Jasmine, Abu, Jago e il Genio andammo nel nostro vecchio quartiere. Trovai Zohra che stava cercando qualcosa da rubacchiare e le saltai alle spalle e lei mi accolse così "Chiunque tu sia sei morto" poi si voltò "Janine! Aladdin! Che fine avete fatto?" "Ehm..per venire al dunque..Al si sposa" la zingara vide anche Jasmine "Non mi dirai che…maledetto cosino che non sei altro" lo abbracciò e gli fece i complimenti, poi ci accompagnò nella solita radura con il solito accampamento "Stanotte insisto che voi pernottiate con noi, intesi?" "E come dirti di no?"
Poco lontano da dove eravamo noi vidi uno zingaro a me familiare e gli corsi incontro "Jaques! Non è possibile!" "Janine! Avevo sentito delle voci…dicevano che eri morta." Jaques era il mio compagno di danze, mentre Zohra cantava "Ti sembro morta?" "Non direi proprio. Nessuno ti ha rubato il posto di Regina delle Fate" io risi "Oh, bhé…reginetta…non dirmi che stasera non vorrai non ballare, vero? Lo sai che giorno è oggi?" "Si" Era la festa delle fate, un giorno particolarmente gioioso per tutti, si danza va e si cantava attorno a un fuoco enorme e le lucciole venivano attorno ad esso.
"Ora capisco perché non ami il Palazzo, Janine" mi disse quella sera Jasmine mentre mi mettevo la coroncina di fiori tra i capelli "Per te questa è la libertà, no?" "Per me questa è la felicità" "Goditi questa serata reginetta" "Grazie Zohra." E uscimmo dalla tenda, tutte le ragazze e le bambine avevano fiori o nastri tra i capelli, io avevo entrambi. Era la nostra tradizione e io amavo quel momento, va bene, mi sto ripetendo.
E danzai anche quella notte, oh se danzai…feci danzare anche Jasmine e Aladdin e si divertirono. Jago e Abu che invitarono a ballare le loro rispettive compagne, mentre il Genio faceva il buffone come al solito. Quado ballai la danza della Regina delle Fate il miracolo si compì di nuovo: all’inizio ero da sola a ballare, poi iniziarono ad avvicinarsi le lucciole e assieme ad esse anche i bambini iniziarono a danzare attorno al fuoco. Poi arrivò il momento in cui dovetti scegliere il mio compagno, di solito non sceglievo mai Jaques perché dovevo sceglierne un altro, ma in quel momento mi sembrava la cosa più logica da fare. E poi ballai il mio pezzo preferito, quello che mi attribuivano, mi chiamavano Loreley al tempo perché il testo di quella canzone dicevano che mi raffigurasse, ma io arrossivo ogni volta che me lo dicevano. Alla fine mi concessi una pausa, controllai che nessuno si accorgesse di me e mi allontanai dalla folla. Osservai la sera con le sue stelle, quella sera ero davvero felice e pensavo che nulla potesse rovinare quella serata. Ero appoggiata ad un albero e osservavo il bosco davanti a me, vidi una figura scura e sbuffai; stavo per andarmene quando sentì una mano che si posava sulla mia spalla, sussultai e mi girai "Jaques..mi hai spaventata" "Scusa" "Non preoccuparti. Che c’è?" gli chiesi con una finta indifferenza, sapevo benissimo che aveva, quello che non sapevo era quello che avevo io. "Come mai hai scelto me per la danza della Regina?" "Che ne so" "Janine.." "Si?" "Non sei mai arrossita" sgranai gli occhi. Io non ero mai arrossita! Non io! "Io non sono arrossita!" lui mi sorrise "Si, lo so..modestamente sono affascinante" "Ma piantala" mi voltai dandogli le spalle "Dai, scherzavo" poi mi abbracciò e mi sussurrò "Non ricordavo che eri così carina" "Smettila di farmi complimenti" "E cosa dovrei dirti? Che sei una brutta racchia?" risi per poi tornare seria "Ero felice stasera" "Adesso non lo sei?" "Non voglio che arrivi domani" "Senti..in città girano voci su di te e Aladdin" mi raccontò tutto "Sono vere?" "Si, sono vere" "Non pensi che dovremmo…" "No, non voglio aiuti di nessun tipo" "Stupida e orgogliosa" "Si, è vero." Ci fu un attimo di silenzio poi, non so perché, ma iniziai a piangere "Ho paura..ho tanta paura. Mi detesto per quello che ho fatto. Detesto il mio carattere impulsivo. Vorrei starmene zitta a volte e non ci riesco.." "Ecco stai zitta un secondo. E’ vero sei impulsiva, ma è proprio per questo che alla gente piaci. Se la nostra Janine non fosse così come potremmo amarti? Adesso che hai mostrato la tua paura sarai più forte, non credi?" Mi scostai da lui e lo guardai, spaventata "Scusa, non volevo spaventarti. Si, mi dicono che sto diventando inquietante, solo che è più forte di me. Non riesco a farne a meno." "Vorrei non essere così debole. Guarda mi spavento per niente." "Non è vero…hai visto solo un amico cambiato" "Ti prego, non cambiare" non mi riconoscevo, io che parlavo così? Ma quando mai? Vidi che stavano spegnendo il fuoco. Er già così tardi. "Reginetta è ora di andare a letto" "Nono, io non vado da nessuna parte se prima non mi dici che ti è successo" "Domani" "Jaques" "Janine" "Ehi! Non mi dire cosa devo o non devo fare!" "E’ troppo buio. Vai a letto" "Non temo l’oscurità" "Pare di si invece" "Piccolo bastardo…io…" "Tu cosa? Dai, adoro spaventarti un po’ e adoro quando te la prendi" non dissi nulla, ma mi limitai a fissarlo. All’improvviso lui mi stinse a sé "Mi mancavi" "Io non sono più sicura di fidarmi di te invece" mi baciò, quel piccolo zingarello mi baciò, ma mi teneva ben stretta perché io potessi reagire "Mi sei davvero mancata" "Bene, adesso lasciami andare. Mi stai facendo male" mi lasciò andare e io prima di andare a dormire gli dissi "Qualunque cosa tu abbia in mente di fare, non farla. Non ti riconosco più." Non gli augurai neanche la buonanotte e mi misi sotto le coperte, mentre Zohra, Aladdin e gli altri già dormivano. Mi voltai e vidi Jago che ancora non dormiva, non avevo mai pensato a lui. Era solo un uccellino, dopotutto, no? Qualche anno prima mi odiava e ora mi aiuta, si preoccupa per me! Incredibile, vero? Gli augurai la buonanotte e il pappagallino chiuse gli occhi. Ad un certo punto sentii qualcuno entrare e mi girai su un fianco, facendo finta di dormire. Sentii Jaques dire sottovoce "Piccola gattina, di addio a me e alla tua vita." Forse rimasi più stupita dal fatto che l’avevo perso che altro. Sono una ragazza anch’io, prima o poi i sentimenti sarebbero usciti, no? E in quel momento ho sentito il cuore rompersi, dividersi in milioni di pezzettini.
Il giorno dopo mi svegliai prima di tutti, avevo fretta di andarmene. Svegliai prima Jago ricevendo varie sue imprecazioni e poi gli altri. Uscimmo dalla tenda e ci stavamo dirigendo verso la strada principale quando sentii Zohra dietro di me che mi disse "E così ve ne stavate andando senza salutare, eh?" mi voltai e le sorrisi "No..bhé..un pochino…" venne verso di me e mi sorrise "Corri. E’ meglio" si allotanò e noi andammo verso il Palazzo."

Pensieri di LauraPotter ha sognato alle 17:38
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mercoledì, 04 luglio 2007

Si parte!!!

No, non vado via tranquilli XDDDDDDDDDD

Inizio a postare i miei raccontiin attesa che Lothinorièl continui (sisi,devo avere l'ispirazione). Vi lascio quindi con la I parte di "Janine", fan-fiction ispirata ad Aladdin. Non sono professionista, ma mi piace viaggiare con la fantasia ^_^

Buona lettura!!!

"I parte"Ora ricordo." Si, ora ricordo. Dai ricordi confusi sono arrivata a ricordare tutto con un brivido che mi ha percorso tutta la schiena e un gran mal di testa. Ma andiamo con ordine. Prima di tutto le presentazioni: mi chiamo Janine e ho 23 anni, credo.

 

Perché scrivo la mia storia che, forse, ad alcuni di voi non potrà interessare? Semplicemente perché mi voglio togliere un peso e perché così non ci sarà la vocina dentro di me che mi dirà ancora "non sforzarti a dimenticare di nuovo". Bene ascoltiamo per una volta questa vocina.
Non ricordo chi fossero i miei genitori perché sono fuggita di casa quando avevo più o meno 11 anni e decisi di intraprendere la strada della solitaria. Ma dopo qualche settimana incontrai una scimmietta, non la incontrai proprio faccia a faccia, diciamo che m’incuriosì e decisi di seguirla cercando di non farmi vedere. La scimmietta raggiunse un ragazzino che avrà avuto più o meno la mia stessa età e che, purtroppo o per fortuna, mi vide e si avvicinò a me chiedendomi come mi chiamavo e da dove venissi. Lo ammetto: sono stata un po’ brusca con lui all’inizio, non mi fidavo di lui; era pur sempre uno sconosciuto, ma lo seguii e diventammo buoni amici.
Ci divertivamo a rubacchiare delle cosucce innocue e ancora non capisco perché avevamo sempre le guardie alle calcagna..che gente strana..non facevamo nulla di male dopotutto..bah.
Ma arriviamo subito al dunque.
"Aladdin, io vado a farmi un giro nel deserto col cavallo!"dissi una notte "Va bene, non tardare o non verrò a salvarti la vita!" "So cavarmela da sola!" E così montai sul mio cavallo nero e iniziai a galoppare tra le dune, quando ad un certo punto vidi un uomo in nero che sembrava parlare con qualcuno e fermai il cavallo. Non capivo bene cosa dicessero così decisi di smontare da cavallo e di avvicinarmi un po’ di più.
Vidi che l’uomo stava mettendo insieme qualcosa ed ecco formarsi uno scarabeo che iniziò a volare ed egli iniziò a galoppare. Faticai a stargli dietro, ma la curiosità era troppa e così lo raggiunsi tenendomi ben nascosta. C’era un altro ometto con lui e un pappagallo. "Eccola! La Caverna delle Meraviglie" "La Caverna delle Meraviglie!" fece eco il pappagallo. Rimasi a bocca aperta, era quella la misteriosa caverna di cui tutti parlavano al mercato? L’uomo voleva una lampada , di che cosa si trattava? Ma non lo seppi mai, o almeno per il momento, perché l’ometto non uscì mai più dalla Caverna. Decisi allora di tornare dove avevo lasciato il cavallo, ma inciampai su una delle poche rocce presenti in quel deserto. L’uomo si fermò proprio davanti a me e io trasalì pensando di essere nei guai. "Ragazzina..che ci fai a quest’ora nel deserto?" "Io, stavo facendo un giro col mio cavallo.." "E’ buffo che tu sia a piedi se sei venuta a cavallo. Cos’hai sentito?" disse cambiando tono di voce. Iniziai a correre, ma l’uomo iniziò a rincorrermi e io non vedevo l’ora di montare sul mio cavallo cosa che feci dopo qualche minuto. Iniziai a galoppare verso la città. "Fermati, maledetta ragazzina!" "Susu, forza cavallino, resisti ancora per un po’." Una volta arrivata in città mi nascosi in un vicolo di modo che l’uomo non mi vedesse e tornai a casa. "Avevi detto che non avresti fatto tardi, Janine." "Taci, ragazzino. Voglio dormire." E mi buttai tra i cuscini "E’ successo qualcosa?" "No, niente di importante."
Il giorno seguente diventai più pensierosa, Aladdin si preoccupava e io gli rispondevo in modo brusco, ma non lo facevo apposta. Al mercato mi accorsi solo dopo qualche minuto che mi aveva lasciata per correre dietro a un’altra ragazza. Il furbone la portò a casa e iniziò a parlare come se fosse sulle nuvole. "Le guardie!" "Cosa?" Ma era troppo tardi. Le guardie catturarono me e Aladdin, mentre la ragazza si rivelò essere la principessa.
Se non fosse stato per Abu saremmo ancora in prigione a marcire. Ci liberò e un istante dopo un vecchio si mise a parlare della Caverna delle Meraviglie. Ci mostrò un passaggio e pochi minuti dopo eravamo nel deserto davanti alla Caverna. "Tu stai con lui" "Ma.." "Niente ma." Sbuffai rassegnata. "Che genere di ricompensa sarà?" domanda dandogli le spalle "Vedrai..ce ne sarà anche per te." Dopo un po’ si sentì un boato. "Aladdin!" urlai con la vaga speranza che mi sentisse. Camminavo avanti e indietro e dopo un po’ dissi "Arriva" e mi chinai verso di lui, ma il vecchio mi spostò e vidi che estraeva un pugnale "No!" mi fulminò e mi spinse dentro la Caverna.
Dopo qualche minuto ci risvegliammo entrambi e notammo che Abu aveva rubato la lampada "Bhé..non sembra niente di che, no?" "Già..ehi, aspetta, qui c’è scritto qualcosa, ma non si legge bene.." e fece per strofinare, ma dei fumi ne uscirono e dopo pochi attimi ci ritrovammo davanti un qualcosa bluastro che si presentò come essere il Genio della lampada. Era un po’ troppo esuberante, come lo è tuttora dopotutto, ma come farne a meno. Grande in tutto e per tutto, ecco. Insomma questo geniaccio ci tirò fuori dalla caverna e fece tutto da solo!
Aladdin è molto buono e gli promise di liberarlo dalla sua prigionia della lampada. Il primo desiderio di Aladdin fu quello di diventare un principe per conquistare la principessa e anche io, Abu e il tappeto dovemmo collaborare. Abu fu trasformato in un elefante e io mi rotolavo dalle risate fino a che vidi il mio costume da odalisca e ne rimasi inorridita. Insomma! Io odio il rosa shocking! Alla fine optammo per un viola chiaro. Fu uno spettacolo straordinario e mi divertii molto.
Entrammo a palazzo con un entrata straordinaria anche se Aladdin si vantava un po’ tanto, ma non dissi nulla. Solo quando vidi il gran visir, che il Sultano presentò con il nome di Jafar, trasalì, ma mi ricomposi quasi subito trattenendo le risate quando il tappeto decise di far fare un giro al Sultano.
Poi arrivò la principessa che non era molto felice di vedere Aladdin. Io fui accomodata nella stanza vicino a quella di Jasmine, mentre Aladdin si trovava dall’altra parte del palazzo.
Stavo guardando fuori dalla grande terrazza quando qualcosa di metallico mi toccò e sussultai voltandomi di scatto "E’ strano che un principe venga accompagnato da un’odalisca, non trovate?" esitai un pochino e poi risposi "Ehm..il principe Alì ha bisogno di una consigliera." "E’ strano che un’odalisca faccia da consigliera." "Su questo non ho nulla da dire. Queste sono le scelte del principe." "State attenta al vostro principe allora." "Cosa volete dire?" "Potreste augurargli la buonanotte..per l’ultima volta" "Voi non lo sfiorerete neanche col vostro bastone" dissi io improvvisamente fredda "Oh..posso fare anche senza sfiorarlo.." "Dovrete passare prima sul mio corpo." "Non siate così coraggiosa. Non fatevi del male da sola." "Non mi spaventerete mica con un vecchio bastone.." "Non sottovalutate questo vecchio bastone." E me lo puntò contro, gli occhi della testa del serpente diventarono rossi e il battito del cuore mi aumentò improvvisamente "Sarebbe un peccato uccidervi..non costringetemi a cancellarvi i ricordi." Allontanò il bastone e lasciò la terrazza. Rimasi immobile per qualche secondo e poi uscì immediatamente dalla mia stanza diretta in quella di Aladdin, ma quando arrivai era troppo tardi. Lui non c’era. Allora uscii e lo chiamai "Principe Alì!" ma non era neanche lì. Mi sedetti accanto alla fontana e iniziai a pormi domande come "Dove sarà adesso?" "Sarà vivo?" Ma iniziava a far freddo e decisi di rientrare nella mia stanza. Ma non ero tranquilla e uscì di nuovo. Sentivo che nella stanza accanto Jasmine stava canticchiando e bussai timidamente. "Si?" "Posso..?" Jasmine si voltò e mi invitò ad entrare sorridendomi "Prego. Entra pure." Io entrai e richiusi la porta. "Mi spiace disturbarvi, ma..voi avete visto il principe?" "Oh si.." disse con aria sognante "Quindi sta bene, vero?" "Si, certo." Sospirai di sollievo e stavo per dire qualcos’ altro se non si fosse aperta la porta "Jasmine.." era il Sultano. Jasmine sembrò dimenticarsi di me per un attimo e corse verso il padre felice "Oh, padre, padre! Sono così felice!" "E fai bene ad esserlo" il sultano parlava con un tono piatto non naturale e proseguì "Tuo padre ha scelto un marito per te." La porta si spalancò e ne rivelò Jafar. Io mi portai istintivamente le mani davanti alla bocca come fece anche Jasmine, ma io non mi mossi dal mio posto. Notai però che gli occhi del Sultano non erano normali, era come un cieco che guardava fisso davanti a sé senza sapere bene cosa stesse fissando e la cosa mi incuriosì. "Padre, io amo il principe Alì." "Il principe Alì se n’è andato.." ‘Maledetto..’ solo questo fu il mio pensiero perché subito dopo qualcuno c’interruppe "Raccontala a un altro Jafar. Tu hai cercato di eliminarmi." "Alì" io mi voltai verso di lui e gli sorrisi. Jafar sussurrò qualcosa al Sultano, ma Aladdin prese il bastone di Jafar, lo ruppe e il Sultano tornò in sé "Sultano, Jafar vi teneva sottocontrollo con questo." Io lo guardai e sorrisi poco rassicurante. "COSA?"tuonò il Sultano e chiamò le guardie mentre noi andavamo verso di lui. Non mi ero accorta che Aladdin si era tolto il turbante. Ma nonostante le guardie tenessero l’ex-gran visir lui fuggì gridando la sua vendetta contro di noi. Ma io non rimasi col resto del gruppo, ma lo seguii di nascosto nei sotterranei. La porta si richiuse e sentii Jago molto agitato "Dobbiamo fare i bagagli. Che dici? Questa foto me la prendo? Però io sono venuto con la faccia da scemo." Jafar sembrava impazzito "Ehi, Jafar? Jafar ti riprendi? Bella ripresa" disse con un filo di voce. "Quei due non sono altro che quello straccione di Aladdin e la sua amichetta Janine." Io sussultai. Come aveva fatto a scoprirci? E poi c’era arrivato solo adesso? Rimasi ancora lì, ma senza ascoltare molto. Capii il potere della lampada. Capii cosa avrebbe potuto fare con la lampada. Dovevo andarmene e dire tutto ad Aladdin, ma in quel momento si apì la porta e non riuscì a muovermi. Ci fissammo per qualche minuto senza dir nulla "Immagino che tu abbia sentito tutto, piccola odalisca..Janine." "Come sai il mio nome?" "E’ forse un bene che tu non sappia come io conosca il tuo nome e quello del tuo amichetto" la mia paura per un attimo si allontanò e mutai espressione e Jafar lo notò "Sei troppo coraggiosa, ragazzina. Se continui così avrai vita breve." "Questo è tutto da vedere. Diventa pure quello che vuoi, io giuro che non smetterò di darti la caccia, anche a costo di morire." "Troppo coraggiosa..e avventata" "Tu osa solo sfiorare Aladdin o Jasmine e ti ritrovi morto stecchito." "Dovrei aver paura? Molto bene..se questa è la tua decisione..cercherò di non farti del male..mia cara Janine" Si girò e si allontanò.
Quella notte mi svegliavo continuamente e quando mi addormentavo facevo sogni agitati. Realizzai di aver paura. La mattina dopo corsi nella stanza di Aladdin, ma lo trovai che stava discutendo col Genio. Dalla padella alla brace direi, perché quando entrai io mi mandò a quel paese e io me la presi "Ehi!Io che centro? Qualcuno si preoccupa per te e tu lo mandi a quel paese? Ma vacci te!" girai i tacchi e me ne andai "Janine! Aspetta! Scusa!" ma io feci finta di sentirlo.
"Janine!"era Jasmine "Si?" "Dov’è Alì?" "Era nella sua stanza. Abbiamo discusso" tagliai corto "Mi spiace..volevo dirti che mi farebbe davvero piacere se partecipassi alla cerimonia di fidanzamento" e mi sorrise. Io rimasi un po’ sorpresa "Oh..grazie. Grazie mille." "Vieni..così ti cambi d’abito.." "Oh..si, grazie." E la seguii in una piccola stanza dove mi mostrò il mio abito violetto come il suo. Quando fummo vestite, entrambe uscimmo e io attesi nella saletta che precede la balconata, mentre Jasmine usciva a cercare Aladdin e a quanto pare lo trovò. Era imbarazzatissimo e lo notai. Ridacchiai mentre Jasmine lo spingeva fuori, poi uscimmo tutti per complimentarci con lui, io a modo mio e sembrava che tutta la mia rabbia verso di lui fosse scomparsa.
All’improvviso il cielo si annuvolò e tutti guardammo spaventati il Sultano. Era come se i suoi vestiti regali non volessero più stare su di lui. "Jafar! Tu! Vile traditore.." Jasmine si strinse ad Aladdin e io mi avvicinai a loro, mentre il pappagallo gracchiava qualcosa sull’inchinarci a Jafar. "Noi non ci inchineremo mai a te" "Puoi scordartelo!" dicemmo prima Jasmine poi io. "Allora vi inchinerete davanti allo stregone! Genio! Voglio diventare lo stregone più potente della Terra!" Aladdin volò col tappeto fino al genio cercando di impedirgli di continuare la sua azione, ma invano. "Dov’eravamo rimasti? Ah si! Rinnovare le umiliazioni!" Jasmine e il Sultano furono costretti ad inchinarsi "Sei ancora decisa ad opporre resistenza, ragazzina?" "Si" dissi poco convinta "Ti lascerò qualcosa anche a te." "Devo avere paura?" dissi con un tono di sfida "Sciocca ragazzina." Aladdin volò verso di noi e Jafar rivelò la sua vera identità come anche la mia e non so dove finì. Ci ritrovammo nella sala del trono in pochi secondi. Il Sultano e Jasmine furono condotti in un’altra stanza. "A quanto pare non hai saputo difendere il tuo amichetto" io lo odiai e urlai andandogli contro "Maledetto! Dov’è ora?" "Non lo so di preciso, ma molto lontano da qui. Non puoi fare niente contro di me, Janine." "Questo è quello che dici tu." "Ma davvero?" E con un gesto della mano mi fece cadere e andai a sbattere contro la parete e sembrava avesse finito con me, ma mi sbagliavo. Mi alzò con un altro gesto della mano. Era come se non potessi decidere nulla, non riuscivo a controllare i miei movimenti, ero come una bambola nelle sue mani. Mi lasciò e ritrovai la libertà. Volevo stare in piedi, ma caddi in ginocchio, come una creaturina che cerca una via di fuga. "Lo vedi? Non puoi fare nulla contro di me." Io alzai lo sguardo verso di lui senza dire una parola. Ormai avevo giurato. Era troppo tardi per tornare indietro. Certe volte mi chiedo perché mai abbia seguito Aladdin quella volta. Scusate, torniamo a noi. Mi rialzai a fatica quando rientrarono Jasmine e il Sultano che non furono trattati molto diversamente da me. Ero seduta e stavo guardando fuori dalla finestra (anche perché Jafar mi aveva delimitato la mia piccola zona) con aria triste e sconfitta quando vidi qualcosa venire in quella direzione. Era Aladdin. Era vivo e sembrava essere in ottima forma. Mi si illuminarono gli occhi e mi alzai in piedi. Entrò in compagnia del tappeto e di Abu. Io mi sedetti di nuovo perché Jago mi guardava e stava volando verso Jafar. Pochi minuti dopo mi voltai e vidi Aladdin e cercando di non farmi notare feci cenno al Genio con lo sguardo che corse verso di lui, mentre toglieva la limitazione di modo io potessi muovere senza farmi notare. Strisciai dietro a una colonna e purtroppo vidi che Jasmine stava baciando Jafar e feci una smorfia di disgusto come Abu. Penso che io non lo farei mai neanche per tutto l’oro del mondo. Purtroppo Jafar notò Aladdin e io uscì dal mio nascondiglio e fummo circondati da spade "Ciao Aladdin" dissi ironicamente sorridendo. "Ti ha fatto qualcosa?" mi domandò lui "Non preoccuparti per me". Le spade diventarono fiamme, ma io non mi mossi. "Hai paura di affrontarci per quello che sei, viscido serpente?" Jafar entrò nel cerchio di fuoco e si trasformò in un cobra enorme. Io tentai di fuggire "Non vuoi vedere come muore il tuo amichetto?" Mi girai di scatto e presi la spada che era caduta ad Aladdin e rapidamente gliela lanciai in mezzo al petto "No..anche perché non lo ucciderai". Ma era troppo facile. Infatti la ferita si rimarginò subito e lasciò Aladdin per stringermi tra le sue spire tanto da farmi male. Sentì un dolore atroce e quando mi lasciò andare il dolore non voleva cessare "Sciocca ragazzina! Guarda cosa ti succede se provi ad ostacolarmi. Ferite interne sul tuo fianco destro." "Speri di sconfiggermi così, Jafar?" Diedi così tempo ad Aladdin per liberare Jasmine. Jafar abboccò all’amo e tentò di afferrarmi di nuovo, ma questa volta io fui più rapida e lo scansai. Ma la seconda volta non fui così rapida e mi afferrò di nuovo. Aladdin si accorse della situazione e corse in mio aiuto e dopo un po’ Jafar fu trasformato in un Genio, mentre io stavo per svenire, anche se a me sembrava di morire da un momento all’altro.
Aladdin prese la lampada di Jafar e disse "Ehi! Jafar! Non stai correndo un po’ troppo? Volevi essere un Genio? Bene, lo sei..con tutti i pro e i contro." Insomma Jafar doveva essere prigioniero della lampada e come ricordino si portò dietro Jago.
Io intanto non mi ero ancora alzata, tutti corsero verso di me e io dissi con un filo di voce sorridendo "Aladdin..sei così stupido…io volevo dirtelo, ma tu eri così arrabbiato. Un’altra cosa…quella notte in cui sono andata nel deserto col cavallo ho visto Jafar che cercava la lampada.." "E tu me lo dici adesso?" "Scusa.." "Ha bisogno di riposo, Aladdin" disse Jasmine preoccupata. E io a quel punto svenni."

Pensieri di LauraPotter ha sognato alle 17:45
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